In occasione di Caccia Pesca Natura 2026, Longarone Fiere Dolomiti ha ospitato un ricco programma di incontri curati da Fondazione UNA – Uomo, Natura, Ambiente, dedicati alla valorizzazione del ruolo del cacciatore nella gestione sostenibile del territorio, alla tutela della biodiversità e all’evoluzione culturale del mondo venatorio.
Nel corso delle due giornate, i talk hanno approfondito temi centrali come la filiera delle carni selvatiche, le loro proprietà nutrizionali e sensoriali, e il contributo dell’attività venatoria allo sviluppo di pratiche responsabili e consapevoli. Ampio spazio è stato riservato anche all’analisi delle dinamiche sociali della caccia, con un focus particolare sull’evoluzione della presenza femminile nel settore e su studi legati alla realtà venatoria della provincia di Belluno, affiancati da testimonianze dirette dal territorio.
La domenica è stata dedicata all’impegno concreto per la tutela ambientale, con la presentazione di Operazione Paladini del Territorio e della nuova figura degli Ambasciatori di Fondazione UNA, esempi di una rete nazionale attiva nella cura delle aree verdi, nella salvaguardia della biodiversità e nel sostegno alle comunità locali. Attraverso il racconto di esperienze dirette, è emerso il valore del cacciatore come custode del territorio e protagonista di progettualità condivise.
Il programma si è infine concluso con un momento di dialogo e divulgazione culturale dedicato alla caccia etica e sostenibile, attraverso il confronto con Andrea Cavaglià e la presentazione di progetti di valorizzazione dell’immagine del mondo venatorio, come il contest fotografico “Scatti Selvatici” e l’iniziativa “Cacciatori di Montagna”.
La collaborazione tra Caccia Pesca Natura e Fondazione UNA ha confermato la volontà comune di promuovere un confronto aperto, moderno e responsabile sui temi ambientali, soprattutto con un pubblico giovane. In questo contesto, il venerdì sono state organizzate attività educative e laboratoriali con i ragazzi delle scuole, favorendo la partecipazione attiva e lo sviluppo di competenze relazionali e creative, confermando le attività di UNA e rafforzando il ruolo della manifestazione come spazio di riflessione, cultura e dialogo nel cuore delle Dolomiti.
Le carni selvatiche e il pesce di torrente
Le carni selvatiche sono state tra i fili conduttori più significativi della partecipazione di Fondazione a Caccia Pesca Natura 2026, con un programma ricco di incontri, degustazioni e momenti divulgativi dedicati alla valorizzazione di una filiera sostenibile, controllata e profondamente legata al territorio.
Attraverso la collaborazione con “Gusto Selvatico Aps”, Fondazione UNA ha promosso le qualità nutrizionali, ambientali e gastronomiche delle carni di selvaggina, sottolineandone il ruolo all’interno di un’alimentazione sana, equilibrata e rispettosa della biodiversità. Un percorso iniziato fin dall’apertura della manifestazione, con momenti di confronto sulla costruzione della filiera della carne di selvaggina in provincia di Belluno e con testimonianze di campioni olimpionici, quali Lisa Vitozzi ed Elia Barp, e tecnici di alto livello, come Giovanni Feltrin e Oscar Angeloni, che hanno evidenziato la compatibilità di queste carni con stili di vita improntati al massimo benessere fisico e mentale.
Accanto all’approfondimento culturale, il pubblico ha potuto vivere numerose esperienze di degustazione, curate dallo Chef Team Cortina, che hanno proposto interpretazioni gastronomiche di carni selvatiche in grado di coniugare tradizione e cucina contemporanea. Momenti conviviali che hanno rafforzato il legame tra territorio, cultura venatoria e alta qualità culinaria.
La seconda giornata ha visto proseguire il racconto delle carni selvatiche anche dal punto di vista divulgativo, attraverso talk dedicati al ruolo del cacciatore nella filiera, alle proprietà nutrizionali e all’analisi sensoriale, accompagnati da assaggi guidati e showcooking realizzati dallo Chef Stefano Marinucci, Medaglia d’oro al “World Culinary Cup” – Divulgatore della cucina italiana. Ampio spazio è stato riservato anche alle risorse ittiche locali, con protagonisti i giovani studenti dell’ENAIP Veneto di Longarone, coinvolti in un progetto educativo che ha unito pesca, formazione, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze del territorio.
Mentre durante la cerimonia di inaugurazione della fiera, moderata da Andrea Benatti, sono intervenuti quali testimonial di Caccia Pesca Natura 2026 i campioni sportivi Lorenzo Cagnati (campione di trail running e corsa in montagna, esperto in scienze faunistiche), Enrico Zaina (già campione di ciclismo e oggi professional hunter), Marzio Bruseghin (campione di ciclismo), che hanno attestato la loro forte propensione verso le carni selvatiche, non solo come frutto della loro passione venatoria ma anche come parte determinante di un’alimentazione sana, intelligente, sostenibile.
Il fine settimana si è arricchito ulteriormente grazie alla presenza di chef di fama internazionale e alla collaborazione con realtà come i Cuochi Alpini dell’Associazione Nazionale Alpini, che hanno affiancato l’attività gastronomica a valori di servizio e impegno civile. Un esempio concreto di come il mondo della caccia, della cucina e del volontariato possano dialogare in maniera virtuosa.
Anche nella giornata conclusiva, le carni selvatiche sono rimaste al centro dell’attenzione, accompagnando momenti di divulgazione sui progetti ambientali di Fondazione UNA e culminando nelle “Salamiadi”, un evento capace di raccontare, attraverso sapori e tradizioni, la cultura delle valli bellunesi e l’eccellenza della norcineria locale. Un viaggio gastronomico che ha evidenziato conoscenze antiche, attenzione all’etica venatoria, sostenibilità e qualità dei prodotti.
Con questo articolato programma, Fondazione UNA ha confermato a Caccia Pesca Natura 2026 il valore delle carni selvatiche come espressione di una filiera responsabile, di una cultura del territorio consapevole e di un dialogo moderno tra uomo, natura e ambiente.
Gli Eventi di Fondazione UNA – Caccia, Pesca e Natura 2026
Sabato 18 aprile 2026
Dalle 10.00 alle 12.30 – Area Fondazione UNA
Il ruolo del cacciatore nella filiera | le proprietà delle carni | la sensorialità
Evento a cura di Fondazione UNA.
Descrizione: brevi talk sulla filiera ambientale secondo Fondazione UNA. Partendo dal cacciatore, conoscitore dei territori e figura fondamentale nella gestione della natura e della biodiversità, sono stati toccati diversi temi legati a un’attività venatoria sostenibile e alle sue ricadute positive nello sviluppo della filiera delle carni selvatiche, con un approfondimento sulle loro proprietà nutrizionali e organolettiche.
- Interventi di: Antonella Labate, Comitato Scientifico di Fondazione UNA; Alessandro Benatti, Gusto Selvatico APS; Annalisa Renzi, docente di analisi ed educazione sensoriale.
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Dalle 15.00 alle 16.00 – Area Fondazione UNA
La caccia è donna – L’evoluzione della figura femminile nel mondo venatorio.
Talk a cura di Fondazione UNA.
Descrizione: un evento dedicato all’analisi delle dinamiche e tendenze dell’attività venatoria. Con un focus iniziale sulla presenza e l’evoluzione del ruolo femminile all’interno del mondo della caccia, la discussione si è poi dedicata alla Provincia di Belluno, con la presentazione di uno studio specifico sull’andamento della pratica venatoria locale e con la testimonianza di una giovane cacciatrice che ha raccontato l’impegno della Riserva Alpina di caccia di San Vito di Cadore nello sviluppo del progetto Stambecco.
- Saluti istituzionali di: Flavia Monego, Consigliera di Parità della Provincia di Belluno.
- Interventi di: Isabella Villa, Coordinatrice nazionale Cacciatrici Federcaccia; Silvia Barbolan, Segretaria Riserva Alpina di Caccia di San Vito di Cadore e responsabile del Progetto Stambecco; Oscar Da Rold, Comandante del Corpo di Polizia Provinciale di Belluno, Analisi della Popolazione Venatoria; Marina Berlingieri, Responsabile Relazioni Istituzionali di Fondazione UNA.
- Presentazione e moderazione di: Viviana Bertocchi, giornalista venatoria.
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Domenica 19 aprile 2026
Dalle 10.00 alle 11.00 – Area Fondazione UNA
Custodire il territorio: Ambasciatori e Paladini per la Tutela dell’Ambiente
Talk a cura di Fondazione UNA.
Descrizione: l’evento si è incentrato sulla presentazione di due elementi chiave per Fondazione UNA: il progetto ormai storico “Operazione Paladini del Territorio” e la nuova figura degli Ambasciatori di Fondazione UNA, naturale evoluzione della sua presenza capillare sul territorio.
Il talk ha esplorato l’impegno della Fondazione a livello nazionale, evidenziando come una rete di alleanze con persone che ne condividono valori e obiettivi abbia permesso lo sviluppo di progettualità concrete in tutta Italia. “Operazione Paladini del Territorio”, in particolare, nasce con l’obiettivo di valorizzare il cacciatore quale custode del territorio che abita. Il progetto lo supporta nell’organizzazione di iniziative per la tutela delle aree verdi, della biodiversità e per il sostegno della comunità di riferimento, sia attraverso la fornitura di materiali utili che tramite il risalto delle attività portate avanti attraverso diversi canali mediatici.
Per rendere la presentazione più coinvolgente, il Segretario Generale di Fondazione UNA, Pietro Pietrafesa, ha dialogato con due cacciatori Paladini, alleati storici della Fondazione, per condividere la loro esperienza sia come cacciatori che come “Paladini del Territorio”
- Interventi di: Adriano Odino, Vicepresidente del Comprensorio Alpino Cuneo1 e coordinatore iniziative UNA della Sezione Angrogna/Luserna, Enalcaccia; Andrea Tamai, Presidente San Donà di Piave, Federcaccia.
- Presentazione e moderazione di: Pietro Pietrafesa, Segretario Generale di Fondazione UNA.
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Dalle 12.00 alle 13.00 – Area Fondazione UNA
Cacciatori di Montagna – a tu per tu con Andrea Cavaglià
Descrizione: l’evento ha avuto come fulcro il dialogo tra Marina Berlinghieri, Responsabile Relazioni Istituzionali di Fondazione UNA, e Andrea Cavaglià, cacciatore e divulgatore del mondo venatorio. Con Cavaglià, la Fondazione collabora da anni, condividendone i valori di una caccia etica e sostenibile.
Il confronto si è sviluppato attorno alla passione di Cavaglià, ripercorrendo le tappe della vita che lo hanno portato a trasformare la sua grande passione in un lavoro quotidiano. Durante l’incontro, si è discusso di caccia etica e del contest fotografico “Scatti Selvatici. Il buono della caccia in un’immagine”, progetto di fotografia etica di Fondazione UNA di cui Cavaglià è stato membro della giuria. Si è inoltre parlato del suo progetto “Cacciatori di Montagna”, ideato per conoscere e raccogliere le testimonianze dei cacciatori nelle diverse regioni d’Italia, con l’obiettivo di far comprendere ad appassionati e curiosi la cultura venatoria locale.
- Presentazione e moderazione di: Marina Belinghieri, Responsabile Relazioni Istituzionali di Fondazione UNA.
- Interventi di: Andrea Cavaglià, cacciatore e divulgatore.
Le “carni selvatiche” protagoniste a Caccia Pesca Natura ’26, con Fondazione UNA
Il ricco e vivace programma con cui Fondazione UNA ha partecipato a Caccia Pesca Natura 2026 ha visto ancora una volta dispiegarsi, in maniera significativa, il progetto “Gusto Selvatico”, che ha l’obiettivo di far conoscere, promuovere e valorizzare le qualità delle carni selvatiche e di tutta la loro filiera. Carni che, vale ricordarlo, quando provenienti da una filiera controllata, regolata, attenta alla salubrità e alla biodiversità, sono estremamente sostenibili, sane, salutari e con ottime e molteplici qualità gastronomiche.
E di carni selvatiche si è parlato e “degustato” fino dall’inizio della manifestazione, in due importanti eventi di apertura.
VENERDI’ 17
L’incontro con i Campioni e con gli Chef di Cortina
Il pomeriggio di venerdì ha visto un primo dialogo nel convegno su “La filiera della carne di selvaggina in provincia di Belluno, da ipotesi a realtà – elemento territoriale da valorizzare prima e dopo le Olimpiadi”.
Il “focus” sulle carni si è poi spostato nell’Area Food dello Spazio di Fondazione UNA, che ha visto l’intervento di importanti sportivi precedere una straordinaria degustazione curata dal prestigioso “Chef Team Cortina”.
I campioni olimpionici Lisa Vittozzi (biathlon) ed Elia Barp (sci di fondo), insieme ai tecnici sportivi Oscar Angeloni (coach team Usa di scialpinismo), Giovanni Feltrin (allenatore nazionale italiana femminile di discipline veloci), Alessandro Mazzoleni Ferracini (nazionale italiana di pattinaggio di velocità), Fulvio Scola (nazionale italiana di sci di fondo), intervistati da Ilario Tancon e Alessandro Benatti, hanno testimoniato come l’utilizzo delle carni selvatiche concorra perfettamente a diete incentrate su salute e qualità, anche per chi punta al massimo benessere fisico e mentale.
In seguito, l’appuntamento ha assunto una dimensione totalmente conviviale grazie alle straordinarie preparazioni proposte dallo “Chef Team Cortina”, curate, nell’occasione, dagli Chef Nicola Bellodis, Graziano Prest, Elia Pompanin e Carlo Festini Cucco, che insieme alle loro brigate hanno costruito uno straordinario percorso gastronomico basato su carni di cervo, coronato infine da una specialità del Maestro Pasticcere Massimo Alverà.
Al momento conviviale ha concorso anche la Pro Loco di Longarone, sempre presente e abilmente guidata dal presidente Roberto Sant, con l’ottima somministrazione di porchetta di maiale (unica eccezione al “selvatico”) abbinata ad un assaggio di porchetta di cinghiale.
SABATO 18
Carni selvatiche e pesce locale protagonisti tra degustazioni e talk
Anche la seconda giornata di Caccia Pesca Natura ’26 ha visto il progetto “Selvatici e buoni”, di Fondazione UNA, dispiegarsi attraverso vari appuntamenti volti a far conoscere le qualità delle carni selvatiche, sane, salutari, sostenibili e dai sapori eccellenti.
Dapprima si sono svolti piccoli assaggi di vari salumi, al termine di alcuni talk divulgativi di Fondazione UNA sul ruolo del cacciatore nella filiera, le loro proprietà nutrizionali e l’analisi sensoriale, rispettivamente a cura di Antonella Labate, Alessandro Benatti, Annalisa Renzi.
“Non solo carne”
Ma sabato l’attenzione è stata rivolta anche verso un’altra importantissima risorsa delle alpi bellunesi: il pesce.
Ancora Alessandro Benatti ha intervistato gli studenti di ENAIP Veneto – Istituto di Longarone, che si sono prodigati nella presentazione di loro eccellenti piatti a base di salmerino, trota iridea e trota fario, pescate sul luogo. I ragazzi sono stati accompagnati dalla dirigente Lisa Pegoraro e dai docenti Matilde Milani (insegnante di “cucina”) e Paolo Puleo (insegnante di “sala”).
Si è trattato di un evento importante, nell’ambito del progetto proposto da Fipsas “Regole di sport, regole di vita”, finanziato da “Sport e Salute SpA” (società dello Stato). I ragazzi hanno potuto fare assaggiare le loro preparazioni a Lisa Causin, di Regione del Veneto, al Comandante della Polizia Provinciale Oscar de Rold, al Sindaco di Longarone Roberto Padrin oltre che ai responsabili di Fipsas Bruno Dotto, Consigliere Nazionale, Tommaso Cappuccio, Presidente Reg.le ed Endi Mussoi, Presidente del Bacino di Pesca N° 6 Maé – Piave e grande sostenitore dell’iniziativa, lasciando tutti estremamente soddisfatti. I piatti sono stati accompagnati da tre vini secondo abbinamenti curati dai ragazzi e offerti dalla Cantina “Dea del Lago”, rappresentata da Melissa e Alessia Della Colletta, quinta generazione della famiglia che coltiva i vigneti affacciati sul Lago di Santa Croce, a Ponte nelle Alpi (BL).
Mentre durante la cerimonia di inaugurazione della fiera, moderata da Andrea Benatti, sono intervenuti quali testimonial di Caccia Pesca Natura 2026 i campioni sportivi Lorenzo Cagnati (campione di trail running e corsa in montagna, esperto in scienze faunistiche), Enrico Zaina (già campione di ciclismo e oggi professional hunter), Marzio Bruseghin (campione di ciclismo), che hanno attestato la loro forte propensione verso le carni selvatiche, non solo come frutto della loro passione venatoria ma anche come parte determinante di un’alimentazione sana, intelligente, sostenibile.
“Colori e sapori del selvatico in tavola” con Marinucci
Sono seguiti due appuntamenti che hanno visto come protagonista il noto Chef Stefano Marinucci, Medaglia d’oro al “World Culinary Cup”, divulgatore della cucina italiana, nel mondo e attraverso varie trasmissioni tv.
Nel primo caso Chef Marinucci, al termine del convegno “La caccia è donna”, ha cucinato la trota iridea in zuppetta di amaranto.
Fianco a fianco con i Cuochi Alpini
Nel secondo, ha cucinato un piatto a base di muflone, operando fianco a fianco con i Cuochi dell’Ass.ne Naz.le Alpini (ANA) di Belluno che sono anche referenti della Protezione Civile locale. Si è trattato più esattamente di Roberto Benericetti, (Prot. Civ. Sedico), Luciano Maddalosso (Prot Civ. Ponte nelle Alpi), Nardo Mognol (Prot. Civ. Alpago), che hanno preparato abbondanti fettuccine al ragù selvatico.
DOMENICA 19
“Divulgare degustando”
Anche domenica le carni selvatiche sono state protagoniste.
Dapprima attraverso due degustazioni di salumi selvatici, sia al termine dell’importante incontro guidato da Pietro Pietrafesa (Segr. Gen.le di Fondazione UNA) per illustrare i progetti di Fondazione UNA “Ambasciatori e Paladini del Territorio”, sia al termine del seguitissimo dialogo tra Marina Berlinghieri (Resp.le Relaz.ni Istituzionali di Fondazione UNA) e Andrea Cavaglià, famoso produttore, fotografo e cacciatore di montagna.
Un viaggio gustoso tra le Valli Bellunesi
In seguito, il ricco e vivace programma di partecipazione a “Caccia, Pesca, Natura 2026” di Fondazione UNA, si è concluso ospitando le “Salamiadi”, un simpatico e interessante evento abilmente ideato e curato da Armando David, rappresentante e figura di riferimento dei Distretti Venatori della provincia di Belluno.
Con la partecipazione e i racconti dei vari protagonisti, una rassegna di ricette, tradizioni e assaggi di norcineria locale ha condotto idealmente il pubblico in un bel percorso tra le valli bellunesi, evidenziando la cultura locale nell’utilizzo delle migliori carni selvatiche per la realizzazione di ottimi salumi. Il racconto, che ha coinvolto un pubblico numeroso ed entusiasta, ha messo in luce importanti valori propri delle conoscenze e delle tradizioni locali, scrupolosamente attente alla sostenibilità e all’etica dell’attività venatoria, oltre che alla realizzazione di prodotti di elevata qualità e di ottima fattura.




























